Rita Vespa        

               LA VENDETTA DI UN OSPITE

       INOPPORTUNO

                                                                                                              

                                                                                                               

 

 

 

L’esistenza eterna del mago Ebano dipendeva dal compiere dei miracoli saggi, in quanto una magia stupida gli avrebbe accorciato la vita. Aveva sempre lavorato in un modo assai razionale, ma al compimento dei tre mila anni decise di passare un giorno di ferie spensierato. Quel giorno del suo compleanno fin dalla mattina presto godette del suo dolce far niente. Invece di esercitarsi duramente sulla lira, suono’ un’opera matta e allegra e decise di passare il resto del tempo giocando in compagnia degli artisti. Chiuse gli occhi e disse:

- Voglio immediatamente trovarmi nel posto, dove l’armonia della musica, della poesia e della bellezza conduce alla pace.

Quel posto si dimostro’essere il palazzo del conte Rossini, un famoso amante di tutte le forme d’arte. Rossini si stava preparando alla sua festa di fidanzamento con la principessa Cinese Chou. Aveva posto sulla terrazza il regalo della principessa, che gli era stato portato prima del pomeriggio. E il regalo consisteva in cento papere di legno, scolpite e dipinte! A momenti doveva arrivare la fidanzata e il conte era molto emozionato. Sali’ di sopra per ringraziare gli artisti: un poeta, un compositore ed un pittore per le loro meravigliose opere in onore del suo fidanzamento.

Ed ecco, nello stesso momento, nella terrazza del palazzo apparse Ebano. Aprì gli occhi e vide davanti a se un palazzo decorato con delle sculture, e sulla terrazza sedute tantissime papere di legno. Ogni papera aveva dei caratteri Cinesi dipinti. Pensò immediatamente di essere capitato nel posto sbagliato, quando dalle finestre usci’ una melodia ammaliante eseguita dal coro e dall’orchestra. Ebano decise di rimanere un po più a lungo per sentire tutta la canzone fino alla fine. Salendo le scale venne raggiunto dalle voci di una conversazione ad alta voce ed allora, spinto dalla curiosità, si avvicinò.

Sul piano nel corridoio c’era un poeta in compagnia di un compositore ed un pittore. Davanti a loro stava il conte Rossini, il quale pareva indossare una straordinaria opera d’arte sartoriale e decorativa che finiva sulla sua testa con una parrucca fantasiosa. Il conte conduceva il discorso con un linquaggio raffinato, con un tono bilanciato e deciso:

- Signori, oggi è il giorno del mio fidanzamento con la principessa Chou. Questa deve essere una sorpresa per gli ospiti. I preparativi per quello evento sono terminati. Di sicuro, le vostre opere, sono dei doni del cielo, che mi riempiono di diletto. I miei ospiti di sicuro lo aprezzeranno. Nella locanda vi aspetta il banchetto da me offerto per voi e la servitu’! Vi auguro buon divertimento, adieu.. Ah, domani il contabile vi pagarà 10 monete d’oro.

Il conte voleva già andarsene, quando il poeta innervosito gridò:

- Conte, per quel dono del cielo, come hai chiamato il nostro duro lavoro ognuno doveva avere 100 monete d’oro! Non abbiamo bisogno della vostra elemosina.

Il conte guardò con attenzione e disse dolcemente:

- Non dobbiamo litigare per uno zero, signori, arrivederci.

- Ecco il dono del cielo, a che serve l’incanto dell’arte? Non mi rivedrai mai piu, conte! – Disse il poeta.

Il conte prima tirò un sospiro pesante, dopo di che disse con aria di rinuncia:

– E va bene, scriverò da solo le poesie, la saluto, signor poeta!

Il conte si allontanò velocemente e gli artisti imbrogliati, volenti o nolenti, andarono alla locanda.

Ebano iniziò a seguirli mentre pensava:

– Ho l’impressione, che tutta la piu’ meravigliosa arte del mondo venga pagata con l’elemosina.

Quando scesero giu’ per le scale, li raggiunsero i suoni del coro e dell’orchestra. Incantato dalla musica, il mago Ebano si fermò e senza pensare sussurrò:

- Oh no, il conte perderà tutto cio’ che non ha pagato onestamente.

Si girò indietro, entrò nella sala da ballo e li’ sul palco il coro e orchestra provavano le arie prima del concerto. Accanto stava il conte con lo sguardo fisso sul quadro del fidanzamento, guardava se stesso sulla tela mentre tiene la mano della principessa Cinese Chou.

Il mago invisibile si avvicinò al conte e all’improvviso appari’ in un umile mantello, dopo di chè si chinò laggermente. Pensoso il conte guardò appena il nuovo arrivato e disse:

- Oggi non ricevo più nessun artista. Arrivederci.

Ebano gli rispose:

- Ma signor Rossini, non litigeremo mica. Tutte le cose che non hai pagato onestemente inizieranno a sparire sotto terra.

Il conte comprese le parole appena udite e sorpreso si fermo’ immobile. Proprio davanti al suo squardo scomparve prima il quadro del fidanzamento, poi le sculture, i vasi, le tende, i soffitti dipinti ed i mobili e, adirittura, tutto cio’ che non aveva pagato fino alla fine. Si senti’ gelare, rimasto solo nell’intimo e senza parrucca sulla testa. Guardò allo specchio, ma la cornice dorata e scolpita scomparve, il vetro cadde sul pavimento. Il conte terrificato corse sul corridoio e senti’ urlare che i servizi da tavola e le tovaglie ricamate erano scomparse.

A seguito dei richiami della servitù, nel palazzo arrivarono le quardie. Uno dei guardiani sali’ le scale ma non riconobbe il conte che stava  con la parrucca ed il suo bel vestito. Il guardiano gli mise il pugnio sotto il naso ed urlò:

- Dove e’ il conte, parla, o ti picchio.

Il conte preso dal panico perse la sua lingua raffinata ed urlò:

- Scemo di un ceco, dove sono i tuoi occhi?

Il guardiano urlò:

- Hai detto scemo, cafone! – E lo spinse sulle scale.

Il conte Rossini cadde giù e si fece male gravemente.

Questa situazione ispirò il mago con un pensiero: che l’uomo privato dalla bellezza dell’arte, smette di essere uomo.

Il palazzo iniziò a tremare e chi pote’ scappo’ nel panico. Anche le mura, che non furono mai pagate come si doveva, pian piano sprofondarono sotto terra. Al posto del palazzo rimase un fosso, che si riempi immediatamente con dell’aqua. Sull’aqua apparirono tantissime papere di legno, colorate – il regalo della principessa Chou. In mezzo alle papere stava in mutande il conte Rossini, indolensito dopo la caduta dalle scale.

Ebano apparve sulla riva dell’aqua e disse:

- Gli ospiti saranno delusi e la principessa Cinese piangerà. Chi comprerà adesso, anche solo con l’elemosina, le opere degli artisti?

Stava li’ e scrollava il capo ormai persuaso, che non era stata la sua una meravigliosa magia, ma una semplice vendetta. La vendetta di un ospite inopportuno.

In quel momento, nel portone d’ingresso apparve il corteo con la principessa Chou. Il mago provò vergogna, chiuse gli occhi e scomparve immediatamente.

 Invece nella locanda ci f una festa allegra a spese del conte Rossini. Peccato, che Ebano non pote’ parteciparvi in compagnia degli artisti. Avrebbe avuto un magnifico tremillesimo compleanno.

 

 

               Traduzione: Katarzyna e Giovanni Castellini. Grafika: Maciej Jędrysik

 

 

   

 

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La vendetta di un ospite inopportuno